Uno specialista in medicina del nuoto ed attività subacquee, per tutti coloro che amano il mare ed i suoi misteri.

martedì 25 giugno 2019 [OnL:99]
 
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Primo soccorso

Le insidie dei Tropici

ANTONELLI Claudio, DELLA MARTA Maria Elisa

Con l’arrivo dell’estate giunge anche il periodo canonico delle vacanze e quindi dei maggiori spostamenti. Tra i molti che si apprestano a godere il meritato riposo in splendide località di mare, vi sono sicuramente tutti coloro che praticano la subacquea.
I paesi appartenenti all’area tropicale esercitano senza dubbio il maggior fascino e rappresentano una enorme attrattiva per tutti coloro che amano il mare e le sue prerogative come l’acqua azzurra e trasparente, le bianche spiagge di sabbia finissima, le splendide barriere coralline ricche di colori e popolate da innumerevoli specie di pesci, molluschi, conchiglie, ecc. Spessissimo il turista rimane folgorato e magari anche un po’ stordito da tanta bellezza da diventare incauto e trascurare le più elementari norme prudenziali nei confronti di eventuali patologie più o meno importanti che è possibile contrarre in tali località.

L’ ospite per lo più alloggiato e appartato in un grande albergo di solito non rischia di contrarre le malattie endemiche, talvolta importanti, diffuse tra la popolazione locale. Bisogna tenere presente, tuttavia, che durante tali soggiorni possono essere effettuate escursioni in zone diverse, potenzialmente a rischio, che richiedono l’adozione di adeguate precauzioni.
Tra i disturbi più comuni in cui si può incorrere ricordiamo

Jet lag
Attraversando più fusi orari in maniera estremamente rapida i ritmi biologici dell’organismo vengono alterati, possono così manifestarsi t: stanchezza, insonnia, ridotte capacità fisiche e psichiche e, nella donna, alterazioni del ciclo mestruale.

Malattie legate all’ambiente e alle condizioni climatiche
Scottature solari – I raggi solari possono provocare scottature della pelle che vanno dal banale arrossamento fino alle vere e proprie ustioni. Per questo è bene esporsi al sole gradualmente e far uso di adeguate creme protettive con filtri solari . Per le persone di carnagione particolarmente chiara può rendersi necessario indossare anche in spiaggia una maglietta e addirittura anche durante la permanenza in acqua, soprattutto praticando snorkeling. In caso di scottature risultano utili bagni o spugnature con acqua fredda ma soprattutto l’applicazione di idonee creme, eventualmente al cortisone.
Colpo di luce- Anche gli occhi vanno adeguatamente protetti mediante occhiali da sole meglio se con lenti polarizzate che esercitano un filtro maggiore nei confronti dei raggi ultravioletti. Infatti la luce troppo forte, specie se riflessa, può dare disturbi oculari come la congiuntivite attinica, provocata da eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti, che si manifesta con lacrimazione, intolleranza alla luce(fotofobia) e dolore oculare. Un collirio può lenire la sintomatologia.
Colpo di sole – E’ conseguenza dell’irraggiamento diretto della testa ad opera del sole. Questo può portare a cefalea, rigidità nucale, stato confusionale fino al coma. Si previene evitando di esporsi al sole nelle ore più calde e indossando adeguati copricapo. Si tratta con impacchi freddi sulla fronte ed eventualmente anche sul corpo.
Astenia da calore - L’eccessiva sudorazione può portare a perdite notevoli di acqua e di sali che può generare una profonda debilitazione generale con una sensazione di calore insopportabile, ansia, cefalea, crampi muscolari. Si combatte assumendo sali con una modica quantità di acqua.
Colpo di calore – Questa è una grave situazione in cui, a causa della mancata sudorazione, si ha un innalzamento della temperatura corporea che può arrivare fino a livelli tali da provocare gravi lesioni a organi importanti quali il cervello, il fegato, i reni, ecc. Per prevenire questa evenienza è bene, durante le ore più calde della giornata, riposare, non bere alcolici e non consumare pasti abbondanti. Si manifesta con corpo caldo ma asciutto (non c’è sudorazione), confusione mentale, insufficienza respiratoria e può arrivare fino al coma. Si tratta refrigerando l’infortunato con impacchi freddi o per immersione in acqua fredda (trattamento quest’ultimo che richiede una certa prudenza) ricorrendo quanto prima all’assistenza medica.

Malattie legate al consumo di alimenti
Diarrea del viaggiatore – E’ un’affezione che colpisce un terzo dei viaggiatori che si recano in zone tropicali. Essa si manifesta con crampi addominali e diarrea, che possono essere accompagnati da nausea e vomito e, talvolta, da febbre. Può aggravarsi e trasformarsi in una vera e propria dissenteria. La prevenzione si attua astenendosi dall’assumere bevande e alimenti potenzialmente contaminati tra questi soprattutto frutta non sbucciata, verdure crude, latticini, ghiaccio, acqua o bevande non provenienti da bottiglie o lattine chiuse. E’ imperativo, quindi, assumere solo cibi e bevande di sicura provenienza e in ottimo stato di conservazione per cui è meglio evitare di consumare alimenti presso rivenditori improvvisati e preferire locali pubblici che presentino buone condizioni igieniche. Un consiglio per chi eventualmente ne fosse colpito è quello di reidratarsi, bevendo molto, e assumere farmaci antidiarroici ed antimicrobici.
Epatite A - Le misure di prevenzione utili per la diarrea del viaggiatore risultano efficaci anche nei confronti di questa forma di epatite.

Malattie legate alla pratica subacquea
Ferite accidentali - Praticando l’attività subacquea che comporta salire su imbarcazioni, maneggiare l’attrezzatura, ecc. è possibile procurarsi una contusione o una lieve ferita. La stessa evenienza può capitare nel camminare a piedi nudi su spiagge o scogliere soprattutto di notte. La ferita deve essere pertanto abbondantemente detersa al fine di rimuovere eventuali corpi estranei ritenuti , valutata la gravità e quindi trattata con disinfettanti e medicazione occlusiva
Animali marini pericolosi
E’ quasi impossibile elencare tutti gli animali marini in grado di provocare danno all’uomo mediante morsi o punture.
Non ci dilunghiamo a parlare degli squali i cui attacchi, come ormai noto a tutti, sono più frequenti nelle rappresentazioni cinematografiche che nella realtà, anche se comunque possibili.
Ricordiamo, invece, alcuni appartenenti ai cnidari come le meduse, la caravella portoghese, i coralli, il corallo di fuoco, gli anemoni, ecc. che attraverso particolari strutture dette nematocisti rilasciano un veleno la cui composizione varia da specie a specie e che può dare effetti che vanno da un banale fastidio fino a una vera e propria minaccia per la vita. Per quanto riguarda il trattamento è necessario rimuovere le nematocisti, ad esempio con la sabbia, quindi applicare acqua di mare calda o pomate antiistaminiche o al cortisone. Importante ricordare di non utilizzare mai acqua dolce che favorirebbe la rottura delle nematocisti

Alcuni poriferi, come certe spugne, possono provocare dermatiti da contatto e reazioni pomfoidi.
Tra i molluschi sono da menzionare i polpi e i conoidi. Certi tipi di polpi, se maneggiati da un sub imprudente, possono infliggere morsi con i quali liberano un veleno che inibisce la conduzione nervosa portando alla paralisi, in maniera particolare risulta grave la paralisi del diaframma per le conseguenti gravi ripercussioni sulla respirazione. Alcuni conoidi danno punture che provocano dolore seguito da ischemia localizzata, cianosi e stato di torpore. Alcune specie presenti nel Pacifico tropicale iniettano un veleno che, agendo sul sistema nervoso, può risultare fatale per l’uomo.
Tra gli echinodermi ricordiamo i ricci che con i loro aculei determinano solo danni locali. Se non si ha infezione le lesioni guariscono con facilità ma se gli aculei permangono possono insorgere granulomi da corpo estraneo. Alcune specie tropicali possiedono ghiandole velenifere che possono produrre una neurotossina.

Esistono poi numerose specie di pesci, ad esempio gli appartenenti alla famiglia degli scorpenidi, che possiedono pungiglioni la cui puntura provoca dolore, shock, vomito, sudorazione profusa e, in casi eccezionali, paralisi muscolare e morte.
Le torpedini sono in grado di dare scariche elettriche da 8 a 220 volts che possono provocare un certo grado di disorientamento che, in immersione, può risultare pericoloso.
I trigoni hanno pungiglioni alla base della coda con cui possono determinare danni rilevanti, perfino mortali, sia iniettando potenti veleni sia semplicemente per la violenza del colpo inferto qualora vengano interessati pericardio, pleura, peritoneo, ecc.
Alcuni serpenti marini possono dare morsi che inducono una sintomatologia caratterizzata da euforia, ansia, nausea, vomito, rigidità e debolezza muscolare che può progredire fino alla paralisi. Se questa coinvolge il diaframma si può arrivare fino alla dispnea e alla cianosi per le conseguenti difficoltà respiratorie. Successivamente può verificarsi cedimento del cuore, convulsioni, coma e morte.
Taluni animali marini, quindi, con punture o morsi possono provocare gravi danni all’uomo ma i sub che vestono una adeguata muta protettiva e che evitano di toccarli difficilmente subiscono ferite. La vaccinazione antitetanica e la somministrazione di antibiotici possono risultare utili in caso di lesioni.

Profilassi
Profilassi passiva - Ai tropici occorrono vestiti leggeri e ampi in modo che il corpo non si surriscaldi ma, durante le escursioni lontano dai centri e soprattutto la sera, servono anche camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi in modo da proteggere braccia e gambe dagli insetti vettori di molte malattie trasmissibili come la malaria, la febbre gialla, la dengue, le encefaliti virali, la leishmaniosi, la tripanosmiasi, ecc. A questo scopo utilissimo anche l’uso di repellenti per gli insetti.
Profilassi attiva - Le vaccinazioni e la chemioprofilassi eventualmente necessarie cambiano da regione a regione e, talvolta, anche nei vari periodi dell’anno. Per questo motivo, prima della partenza, è necessario informarsi adeguatamente, presso le autorità mediche aeroportuali, circa le malattie presenti nella regione dove ci si deve recare.
Da considerare che le vaccinazioni e la chemioprofilassi vanno adeguatamente programmate prima del viaggio tenendo anche conto del tempo necessario perché la protezione raggiunga un livello di sicurezza sufficiente.

Conclusioni
Nei viaggi in zone tropicali esistono rischi, legati sia all’ambiente che alle condizioni climatiche nonché al comportamento e al consumo di alimenti, che possono pregiudicare la salute dei viaggiatori. L’adozione di poche e adeguate norme di comportamento e, quando necessarie, anche la scelta corretta di vaccinazioni e di chemioprofilassi antimalarica, possono essere di fondamentale importanza per la salvaguardia della salute in modo che la tanto sospirata vacanza non si trasformi in una spiacevole avventura.

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